Progetto

“UN GESTO PER IL FUTURO: LA CURA” – CONCORSO SCOLASTICO

In occasione dell’esposizione L’ultimo Tiziano. Venere che benda Amore. La Grande Arte in Brianza, tenutasi a Carate Brianza (MB) presso Villa Cusani Confalonieri, Edison e Fondazione Costruiamo il Futuro ETS indicono a partire da lunedì 8 dicembre 2025 un concorso rivolto a tutte le classi scolastiche della Lombardia, dal titolo Un gesto per il futuro: la cura.

Il dipinto del maestro cinquecentesco Tiziano Vecellio, dal titolo Venere che benda Amore
(conservato presso la Galleria Borghese di Roma), sarà il punto di partenza per interrogarsi sul potere dell’amore e della cura: non solo tra gli individui, ma anche verso l’ambiente e la comunità in cui viviamo. L’opera diventa così uno stimolo per comprendere come questi gesti, spesso silenziosi ma profondi, possano generare progresso, benessere e futuro per l’intera umanità.

Il contest invita gli studenti a riflettere sull’importanza della cura in tutte le sue forme e a
esplorare come i gesti d’amore influenzino ogni ambito della nostra esistenza: dalla natura alla tecnologia, dall’arte alla scienza, dalle relazioni umane alle trasformazioni sociali.

Il concorso è pensato per dialogare con i programmi scolastici, non solo delle discipline
scientifiche, ma anche di quelle umanistiche, favorendo un approccio interdisciplinare in cui
linguaggi diversi si incontrano per raccontare il valore della cura.

La nostra idea di progetto

“La mostra dell’incuranza: rendiamo visibile l’invisibile, prendendocene cura”

Il progetto che presentiamo nasce all’interno dell’Istituto CFP Rozzano Afol Metropolitana, una realtà formativa che accompagna gli studenti non solo nella costruzione delle proprie competenze professionali, ma anche nella crescita personale e civica. In occasione del concorso “Un gesto per il futuro: la cura”, ispirato al dipinto Venere che benda Amore di Tiziano Vecellio, abbiamo scelto di interpretare il tema del prendersi cura in modo concreto, partendo dal nostro ambiente quotidiano: il giardino della scuola.

L’opera di Tiziano rappresenta un gesto simbolico e profondamente umano: Venere benda Amore, quasi a volerlo guidare e proteggere. Questo messaggio ci ha portati a riflettere su come la cura non sia solo sentimento, ma responsabilità, scelta e azione, che a volte va indirizzata. Da qui è nata l’idea di trasformare una riflessione artistica in un’esperienza reale e condivisa.

Gli studenti del CFP Rozzano hanno deciso di prendersi cura del giardino scolastico, uno spazio comune che nel tempo è stato segnato dall’abbandono di rifiuti: bottiglie e imballaggi in plastica, lattine, carte, mozziconi di sigaretta, residui alimentari. Elementi apparentemente piccoli, ma che nel loro insieme raccontano una mancanza di attenzione e rispetto, quindi di cura. Ciò che era diventato parte del paesaggio, quasi invisibile per abitudine, è stato riportato alla luce attraverso un’azione collettiva di pulizia che ha visto coinvolta una classe prima del corso elettricisti.

Il momento della raccolta ha rappresentato un passaggio fondamentale. Gli studenti hanno potuto osservare concretamente la quantità e la varietà dei rifiuti presenti, comprendendo che ogni gesto di incuria lascia un segno tangibile. Questa esperienza ha favorito un confronto sincero: alcuni hanno riconosciuto che l’inciviltà non è qualcosa di distante, ma può riguardare anche comportamenti interni alla stessa comunità scolastica. Prendersi cura, dunque, significa anche riconoscere le proprie responsabilità, accettare l’errore e scegliere di cambiare atteggiamento.

Il progetto non si è fermato alla pulizia. Una parte dei materiali raccolti è stata selezionata e riutilizzata per la realizzazione di opere d’arte contemporanee e volutamente provocatorie, questa volta a cura di gruppi di ragazze del quarto, terzo e primo anno del corso estetico. Attraverso la trasformazione degli scarti, le studentesse hanno dato forma visiva al concetto di “incuranza”, mostrando come ciò che viene abbandonato possa continuare a produrre effetti nel tempo. Le opere non hanno solo una funzione estetica, ma comunicativa, invitano infatti a una riflessione personale.

Le creazioni sono presentate in una mostra online dal titolo:

“Mostra dell’incuranza: rendiamo visibile l’invisibile, prendendocene cura”

La pagina web, realizzata da due studenti del corso informatico, raccoglie le fotografie delle attività di pulizia, le immagini delle opere e titoli simbolici su cui ragionare. Per ogni tipologia di rifiuto viene inoltre descritto l’impatto ambientale: i tempi di degradazione, i danni agli ecosistemi, le conseguenze sulla salute e sul territorio. L’obiettivo è unire dimensione emotiva e informativa, affinché la consapevolezza sia fondata sia sul sentimento sia sulla conoscenza.

In quanto istituto IEFP, crediamo fortemente nell’apprendimento attraverso l’esperienza. Questo progetto ha messo in gioco competenze diverse: manualità, creatività, capacità comunicative, riflessione critica, utilizzo degli strumenti digitali. Ha coinvolto educazione civica, scienze e informatica in un percorso realmente interdisciplinare, dimostrando come la cura possa diventare filo conduttore tra saperi differenti.

Soprattutto, ha permesso agli studenti di comprendere che l’ambiente non è un concetto astratto o lontano, ma è lo spazio in cui viviamo ogni giorno. La comunità scolastica è un bene comune, e il rispetto per questo spazio riflette il rispetto per se stessi e per gli altri. Attraverso un gesto semplice si può e si spera di avviare un cambiamento culturale più ampio.

Come nel gesto simbolico di Venere che guida Amore, anche noi abbiamo scelto di orientare l’energia dei nostri ragazzi verso un’azione consapevole e costruttiva. Abbiamo trasformato un luogo trascurato in un’occasione educativa, gli scarti in strumenti di espressione, l’indifferenza in responsabilità.

Per noi, questo rappresenta davvero un gesto per il futuro: un piccolo ma concreto passo verso una cultura della cura capace di generare consapevolezza, rispetto e comunità.